L’interprete di Lingua dei Segni Francese Belga (LSFB): intervista a Sylvia Leclerc di MICHELE PERETTI

DiDino Giglioli

L’interprete di Lingua dei Segni Francese Belga (LSFB): intervista a Sylvia Leclerc di MICHELE PERETTI

30/03/2019 – “Nella comunicazione la cosa più importante è ascoltare ciò che non viene detto.” Peter Ferdinand Drucker

Sylvia Leclerc ricopre attualmente il ruolo di Presidente dell’Associazione Interpreti di Lingua dei Segni Francese Belga (ABILS). Per quattro anni ha lavorato nell’unica scuola bilingue per bambini sordi in Belgio ed è interprete professionista per le lingue francese/LSF/LSFB. Ha inoltre un’ottima padronanza dell’inglese e di International Signs.

1) Quante Lingue dei Segni ci sono in Belgio?
Due. LSFB (Lingua dei Segni Francobelga) per la parte francofona e VGT (Lingua dei Segni Fiamminga) per quella nederlandofona.

2) Ci sono delle similitudini tra le due lingue?
Sono molto diverse tra loro. La LSFB ha subito sicuramente delle grandi influenze dalla LSF (Lingua dei Segni Francese) e solo in misura minore da quella fiamminga (VGT).

3)Come si diventa interprete di Lingua dei Segni? 

Rispondo per quanto riguarda la parte francofona. Esiste una laurea magistrale come del resto avviene per le lingue vocali (https://uclouvain.be/).

4) I sordi possono accedere a tale formazione?
Sì e no. La magistrale esiste soltanto da quest’anno e per ora non ci sono state adesioni da parte di persone sorde.

5) Avete un’associazione di categoria? Di cosa si occupa?
Sì. ABILS è l’Associazione di Interpreti di Lingua dei Segni del Belgio francofono. Io sono la Presidente ed è nostra cura promuovere e tutelare la professione, rendere ufficiale il riconoscimento del nostro lavoro, costituire luoghi di scambio e di riflessione, fornire informazioni.

6) Gli interpreti lavorano soprattutto come liberi professionisti o sono anche dipendenti?
Entrambe le cose. Sono liberi professionisti ma anche dipendenti con contratto a tempo indeterminato o determinato.

7) Che cosa è cambiato dal riconoscimento della Lingua dei Segni?
Per gli interpreti sono aumentate le possibilità di formazione e di riconoscimento professionale ma non ancora a livello universitario.

8) Quali sono le leggi che riguardano il lavoro di interprete?
Nessuna legge a riguardo. Solo di recente gli interpreti giuridici sono stati inseriti in un albo ma vista la carenza di professionisti è una questione alquanto complessa.

9) Come si svolgono i servizi di interpretariato per sordi in ambito pubblico (ospedali, comuni, università, tv) e privato?

Sono principalmente tre gli organismi che offrono servizi di interpretariato. Uno in Vallonia, un altro a Bruxelles e uno indipendente creato due anni fa. Le richieste passano tutte da questi tre canali. I sordi si rivolgono in genere a questi organismi per trovare degli interpreti oppure chiedono direttamente a degli interpreti indipendenti.

10) Gli interpreti possono lavorare in ambito scolastico? Con quali mansioni?
A scuola gli interpreti prestano servizio durante le lezioni o nel corso di riunioni. Alcuni istituti si appoggiano a delle figure che fungono da “interpreti scolastici” (spesso non hanno seguito una formazione specifica) o da “sostegno pedagogico”. A dire il vero sono interpreti sprovvisti di titolo.

11) Qual è il tuo rapporto con i colleghi belgi?
Con i colleghi ho un buon rapporto ma diciamo pure che non ci si vede mai perché siamo talmente pochi e non abbiamo molto tempo a disposizione.

12) Conosci EFSLI e le sua attività?
Sì, noi di ABILS siamo soliti partecipare alle iniziative promosse da EFSLI (Forum Europeo degli Interpreti di Lingua dei Segni).

13) Gli interpreti udenti possono insegnare la LSFB?
Possono ma non sono visti di buon occhio. Sono davvero in pochi a farlo. Per contro molti sordi si improvvisano docenti di LSFB pur non avendo una formazione specifica.

14) In Belgio un interprete di LSFB riesce a guadagnarsi da vivere con questo mestiere?
Sì, da noi si riesce a vivere di questo lavoro.

15) Di solito lavori in gruppo o in autonomia?
Come libero professionista esercito soprattutto da sola. Quando lavoravo a scuola facevo più lavoro di squadra. Invece per quanto riguarda il video interpretariato mi capita sovente di collaborare con altri colleghi.

16) Ti è mai capitato di lavorare con Interpreti sordi?
Sì.

17) Quali sono le qualità di un buon interprete?
Ce ne sono diverse ma la più importante, a mio avviso, è quella di sapersi mettere continuamente in discussione.

18) Quali sono a tuo avviso pro e contro di questa professione?
Amo il mio lavoro. Mi risulta alquanto difficile trovare degli aspetti negativi.

 

di Michele Peretti
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